Io e la Montagna

Dopo avere sperimentato la noia della baracchina o delle panchine cominciai a camminare in salita, ho letteralmente consumato i miei primi scarponi da montagna, il vibram era scomparso dalle suole. La presa di coscienza di sé, l’aria, il sole, il sudore …

Il corso di arrampicata, la palestra di Badolo e le Dolomiti. Il confronto con il pericolo non è più roba da giovane Werther, è reale! Se l’appiglio non tiene? Se perdi l’equilibrio? Se piove? Ti sei preparato a sufficienza? Stai facendo sicura bene al tuo compagno?

In montagna mi è stata donata la giornata più bella: lo spigolo della Delago e la torre Winkler, un niente alpinistico, ma la sensazione di abbracciare alla cieca lo spigolo e vedere il tramonto dalla cima della torre, la quiete e la forza percepite sono l’esperienza chiave della mia relazione con la montagna. Basta poco, ma ciò che conta è il primo vissuto. Più pericolo, più fatica, più trionfo, non aggiungono nulla all’esperienza del cambiamento.