I miei Interessi

Sono Maestro di Yoga. Dal 1982 pratico Hatha e Raja Yoga che sono gli strumenti adatti per condurci alla meditazione introspettiva, nell’uso attento del corpo e nell’immobilità della posizione seduta. Il corpo è sapiente, basta ascoltarlo.

Sono terzo dan di Yushinkai Ki-Aikido. È un arte marziale che mi mette a confronto con gli stati assoluti di vita e morte. Nessuno vince e nessuno perde, solo il rispetto del Ki universale permette di vivere con amore e di morire umanamente.

La Meditazione è al centro della mia vita. La Meditazione è spoliazione di tutto ciò che occulta la verità e favorisce la realizzazione di aletheia, lo svelamento della infondatezza di ogni credenza ed essenza. Solo a questo punto si manifesta sunyata, la talità che conduce alla naturalezza del proprio agire e pensare nella vita quotidiana in pace e lucida cosnsapevolezza.

yoga

YOGA

Sono un Maestro di hatha e raja yoga e di meditazione dal 1985.
In un momento invivibile della mia vita iniziai la pratica di Hatha Yoga.

La fortuna volle che incontrassi una vera tradizione di yoga e un vero Maestro qui in Italia.

Mi presentò la pratica in modo semplice, senza forzature o barocchismi esotici.

La pratica del sentire. Sconosciuta in Occidente! Semplice e raffinata.

Ho seguito l’indicazione dell’immergersi nel mare di sensazioni che ogni cellula del corpo manda per sfidare la nostra capacità di percepire. Non si tratta di abilità, ma di prestare attenzione.
Ero abituato a lottare per tutto e stavo male. Con la pratica ho scoperto, che la forza, anche la più allenata, non vincerà mai nella competizione con se stessi!
Solo la capacità di sentire mi permette di arrendermi al flusso delle percezioni e coincidere con me stesso in pace e serenità.

Con la parola yoga s’intende l’esercizio pratico in cui ogni fibra muscolare, ogni articolazione, ogni flusso di liquidi, ogni movimento di aria diventa un mondo di inesauribile conoscenza di se stessi dall’interno, solo secondariamente si è in relazione con la realtà esterna. Sono e abito una struttura esperienziale vivente e sono l’ambiente di meccanismi cognitivi autopietici.

Gli yogi avevano scoperto la struttura frattale dell’organizzazione del nostro corpo/psiche, trovarono un metodo, lo yoga, trasmesso fino ai nostri giorni e che mi ha permesso e permette a tutti noi di indagarla.

Ho riconosciuto l’esistenza di una via veramente rivoluzionaria, al di là della consuetudine dello sport o dello svacco. Ho scoperto che i limiti fisici del mio corpo, se vissuti con intelligenza, anziché chiudere, aprono a nuovi inesplorati orizzonti. Grazie alla pratica si comincia a “essere un corpo consapevole” nel mondo!
Questo è quello che ho sperimentato, insegno e trasmetto.

La rivoluzione si è radicata nel mio corpo grazie all’immersione nella sua fisiologia sottile grazie alle pratiche di āṣana e prāṇāyāma. Ho fatto esperienza del radicamento nei ‘corpi’ nei quali ci ritroviamo a vivere. Ritengo che questa sia un’arte che deve diventare patrimonio di tutti. Fui fortunato a incontrare un Maestro attento, generoso e sapiente e sono umilmente orgoglioso di insegnare quest’arte ad altri.

YUISHINKAI AI-KI-DO

Calco il tatami dal 1983, sono terzo dan di Yushinkai Aikido – aikido senza confini.

Il caposcuola Maruyama Sensei si è ritirato per dieci anni in un monastero zen e dopo questa verifica di se stesso è tornato a proporre il suo aikido essenziale.

Il corpo è situato nello spazio e l’unificazione-ai con l’energia-ki che abita questo spazio è una via-do di conoscenza di sé.

L’Ai-ki-do è un’esperienza di rettitudine intenzionale e di potenza senza sforzo del corpo. Questa è la via parallela che pratico dai primi anni ’80.

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Diploma di 2° dan rilasciato da Maruyama Sensei

Mente e cuore, intenzione e passione, calcolo ed emozione sono gli antipodi fra i quali ci dibattiamo da sempre. Nella cultura occidentale, la loro unificazione sembra impossibile, se non nelle geniali espressioni delle varie abilità artistiche.
Yuishinkai ai-ki-do è un’Arte Marziale: significa che la marzialità non indulge al sentimento e alla passione che sono fonte di sofferenza. Ai-ki-do è un’arte che manifesta l’Oltre dell’essere umano.

Quando, dopo molto allenamento, avviene di percepire l’efficacia dell’azione priva della mia volontà nella piena consonanza del Ki di movimento e respiro, allora comprendo in un brivido interiore l’unitarietà dell’Essere e che il KI esiste!
Non c’è nulla da aggiungere o togliere e mi chiedo: cos’è successo?

Ai-ki-do è ‘amore’, fare del bene a qualcuno senza che sia richiesto e senza che si sappia che lo si è fatto, questo è l’ultimo e regale principio dell’Aikido.
Sembra strano che proiettare un corpo a distanza, evitare un fendente e sbilanciare l’opponente o bloccare una persona a terra siano manifestazioni di ‘amore’, ma questi sono solo i risultati che si manifestano quando si è rispettato il ki della situazione. In quel momento si è fatto il bene dell’energia universale e si è accresciuto l’ordine dell’universo intero perché si è realizzato l’ordine in ogni nostra cellula.

L’Aikido permette di riconoscere, nella situazione caotica di un attacco, un ordine superiore, ci si comporta di conseguenza e si bilancia l’entropia dell’universo. Senza forzature. Seguo l’andamento del ki, in armonia.

La Vita, le vite di ciascuno, sono ordine (neurologico, ormonale, elettromagnetico) e amore.

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LA MEDITAZIONE - RAJA YOGA

Sono un Maestro di Meditazione, sono in grado di fornire un metodo sicuro ed efficace adatto per indagare la verità all’interno di noi stessi.

Nella meditazione si trascendono la psico-analisi e la sintesi filosofica.

Si lascia ‘cadere’ la mente che non smette mai di eruttare pensieri e immagini.

Per far questo il mezzo valido e insostituibile è la stabilità del corpo immobile. Questa è la carta vincente dell’Oriente.

Il valore conoscitivo attribuito al corpo fermo e stabile permette di vedere lo scorrere di ciò che la mente produce di continuo. Si sperimenta il distacco dalla mente e ci si situa sulla soglia del sentire, base fondante del comprendere che non c’è una realtà ultima, ma solo vacuità – śunyatā

Si sperimenta questa vacuità, a monte di tutto, fuori dal tempo-spazio.

Questa esperienza manifesta che ogni cosa manca di un intrinseco fondamento e che la genesi storica di ogni cosa è collegata a mille altri fattori contingenti.

Il velo dell’ovvietà e dell’egotismo sono squarciati per sempre.

Si scopre che in ogni fatto è insito un miracolo nel quale si è umilmente protagonisti.

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